 |
La nascita del Mercurio
|
 |
 |
|
Siamo ai tempi in cui Berta filava, sul Monte Olimpo, in una notte buia e tempestosa illuminata solo dai lampi scagliati da un Giove incazzato come una bestia perché Giunone aveva il suo "mal di testa" mensile e lui non trovava più nessuna najade con cui sfogarsi nel loro stagno (ormai prosciugato ed inquinato dalle pisciate dei reali cigni). In un angolo oscuro della cantina, Bacco era appartato con Venere (n.d.r.: dato che Colombo non aveva ancora inventato il Tabacco, gli dei giocavano a dadi tra di loro). La dea della bellezza, resa notevolmente illanguidita dalle copiose libagioni, ebbe uno di quei colpi di genio per cui vanno famose le maiale quando sono a contatto con un dio e disse al suo accompagnatore : "Facciamo un figlio!". Bacco, che tanto per cambiare era ‘mbriago fradicio capì "Facciamoci un altro goccio !" e disse : "Sì, mia bella maialona!".
E fu così che Venere, dopo un periodo più o meno lungo (circa nove mesi) partorì il più bel dio dell’Olimpo, il Mercurio dal cappello e le caviglie alate.
Ora, non è che queste ali fossero nate con lui, è solo che il nostro dio giovanetto aveva la tristanzuola abitudine di andare a sfrucugliare le palle a Marte, il dio Duca Vicario il quale, approfittando della maggiore prestanza fisica, cercava di rifilargli di quegli smatafloni da farlo volare via. Mercurio, da parte sua, al primo smataflone che non riuscì ad evitare si rese conto che lo scappare a piedi non era la migliore soluzione e si fece un trapianto, non di uccello, bensì delle ali di ben due uccelli, quelli di Achille e Patroclo che tanto a loro non servivano in quanto, facendo Architettura, andavano di deretano.
In un giorno per il nostro eroe sfortunato, Marte venne messo in contatto con un certo signor Beretta il quale aveva inventato un certo pezzo di ferro chiamato fucile col quale diventava facile l’impiombare le dolci e fresche natiche di tutti gli esseri volatori. Marte si affrettò a mettersi alla ricerca di Mercurio per vendicarsi di tutte le tirate di palle che aveva dovuto sopportare ed il nostro giovane ma valente Dio, ormai cresciuto e diventato esperto di beffe ed inganni, dovette fuggire.
Vai da una parte, vai dall’altra spacciandosi una volta per una Gran Maestro, un’altra per un Duca o per un Principe (pare che una volta sia arrivato addirittura a farsi chiamare Golia VI) arrivò infine in quella che ritenne la sua patria ideale.
Si trattava di uno strano edificio col lato principale coperto da colonne e con la porta centrale protetta da due silenti leoni; entrò cautamente e sentì improvviso un urlo: "Non tra i leoni, coglione!!!". Non capendo il perché ma volendosi adeguare fece frullare le sue ali e s’involò sopra l’infame trabocchetto tra lo stupore dei presenti i quali, compresa la Sua divina essenza, lo accompagnarono alla cosiddetta "Taula", in realtà una ben misera scrivania rimasta troppo tempo inoccupata ove un certo signor Sapori, (più noto come produttore di panforte a Siena) piccolo e brutto e proprio per questo detto il Magnifico, inginocchiandosi, Lo riconobbe come nume tutelare reintitolando a Lui la cosiddetta Taula. Casualmente, un ebbro copista errò nella scrittura del decreto di nomina ed al posto di "D’ordine del Mercurio…" scrisse "L’Ordine del Mercurio…". Tale scrittura rimase anche nei tempi successivi.
Passarono gli anni ed il nostro Dio fece famiglia, una famiglia che continuava a crescere ed i cui figli, utilizzando le armi proprie del loro padre, ovvero l’intelligenza, la menzogna e l’inganno riuscirono a conquistare posizioni di preminenza nella loro città. Il ramo collaterale detto "del Dollaro" si occupava di gestioni finanziarie.
Grandemente s’accrebbe poi la fama dell’Ordine quando alcune maiale, refrattarie all’uso della magica pozione Pincus, sparsero la voce che i figli di Mercurio, seguendo l’insegnamento e l’esempio dei loro principi ed anziani, si erano altamente specializzati nell’impiego dell’anticoncezionale più potente e sicuro del mondo fin dai tempi antichi (l’e.p.).
Un brutto giorno la plebe, non rendendosi conto della genesi divina di questa famiglia, pretese di opporsi con un’aperta ribellione.
Spinti da alcuni loschi figuri usciti dalle loro tane dell’ U.C.S.C. (Unione Chiaviche Senza Cervello) si resero complici di questa ribellione alcuni fra gli esemplari più deformi e ritardati della famiglia stessa, coloro che erano nati sotto i segni più infami ed alla cui nascita gli aruspici avevano invocato l’uso dell’eutanasia preventiva.
Vennero anni bui, in cui coloro che continuavano a tenere alto il buon nome del Mercurio vennero perseguitati e costretti nelle catacombe. Erano guidati con Umiltà dai vecchi senatori che sulle loro canute chiome sentivano la responsabilità di cotanto nome.
Finalmente tornò a splendere il sole quando si rivide un erede del Nume progenitore degno di tanta divina dignità; era bello, alto, atletico, a vederlo a distanza e soprattutto controluce sembrava che splendessero le sue ali sulla feluca e sulle caviglie (se poi ci si avvicinava ci si accorgeva che in alto non c’era la feluca bensì una enorme canappia con le orecchie a mo’ di ali ed in basso alte scarpe da ginnastica misura 52 slacciate).
A causa di una curiosa abitudine della sua mamma venne nomato Bocchino.
Quando infine venne richiamato nell’Olimpo approfittando del fatto che Marte, ancora incazzato col suo progenitore ma molto occupato in altre amene faccende in giro per il mondo (Bosnia, Ruanda ecc.) lasciò i suoi fratelli nelle mani del più giovane di essi, Depliant, valente e prestante adoratore dei suoi illustri antenati Bacco e Venere. Nonostante fossero passati millanta secoli ed il tabacco fosse stato nel frattempo inventato, questo giovane virgulto preferiva riempire le sigarette con un’altra strana erba che pare gli facesse l’effetto di poter soddisfare più maiale contemporaneamente.
Ed ora l’allegra genìa degli adoratori di Mercurio cresce e prospera nella casa avita onorando il proprio Celeste Padre ed i suoi antenati ed accogliendo col nome di matricole tutti i figli ancora in giro per il mondo, basta che non entrino passando tra i leoni !!!
L’avventura continua …..
(Max del Dollaro) Senatore del Sacer Ordo Mercurii
|
|
|
|
 |
|
 |
|
Lo Stemma del Mercurio
Un antico disegno del mercurio
|
|
|