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Cos'è la Goliardia
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Tentare di spiegare cos’è la goliardia a chi non la conosce, è impresa assai ardua. Possono esserci tantissime definizioni, non necessariamente tutte giuste o sbagliate, essendo un fatto di sensazioni estremamente personale. Si può affermare, come per l’artista, che goliardi si nasce e non si diventa. Bisogna possedere il gusto innato dello sberleffo ed il piacere della compagnia, l’indipendenza dell’anarchico e l’intelligenza del dialettico, l’autoironia del comico e la sensibilità dello psicologo. Purtroppo al giorno d’oggi, molti degli studenti che entrano a far parte della goliardia, non sono dotati di tutti questi pregi, e ciò è probabilmente una delle cause del suo lento declino. Alcuni sono spinti solo dalla curiosità, altri vogliono solo far bisboccia, altri ancora cercano solo facili conquiste amorose. Può apparire ridicolo elencare tutte queste qualità solo per fare bagordi, ma essere goliarda non è solo questo. E’ una delle ragioni per cui molti possono essere goliardi a vent’anni, pochi lo sono per tutta la vita. Da giovani, chi più chi meno, parecchi universitari hanno le qualità che li avvicinano alla goliardia. Poi però si cambia. Si accettano pian piano le mille regole ed autolimitazioni della seriosa vita di adulti, e non ci si sente più a proprio agio a cantare tutti insieme, magari di notte davanti ad una bottiglia di vino! Altri invece non cambiano mai: quello che per alcuni è solo una stagione dell’esistenza, per altri diventa un modo di vivere. Approfondiremo questo argomento nel primo paragrafo del settimo capitolo. Riportiamo, a titolo di puro esempio, la definizione di goliardia figlia del convegno tenutosi a Venezia nel 1946 e tuttora considerata come una delle più riuscite, anche se un po’ pretenziosa: “Goliardia è cultura e intelligenza, è amore per la libertà e coscienza delle proprie responsabilità sociali davanti alla scuola di oggi e alla professione di domani. E' culto dello spirito che genera un particolare modo di intendere la vita alla luce di un’assoluta libertà di critica, senza alcun pregiudizio di fronte ad uomini ed istituti. E’, infine, culto delle antichissime tradizioni che portarono nel mondo il nome delle nostre libere università di ‘Scholari’ “ . La goliardia è fatta di eccessi e antinomie: rigidamente gerarchica, è in realtà una burla del potere, poiché le uniche cose che il goliarda realmente rispetta sono l’intelligenza, la fantasia, l’abilità dialettica e la capacità di ironizzare su tutto, in primo luogo su se stessi.
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