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La Goliardia all'estero
In quasi tutti i Paesi del mondo occidentale sono riscontrabili tradizioni universitarie che possono avere alcuni aspetti in comune con la goliardia italiana. Nel presente paragrafo ci limiteremo ad un breve excursus comprendente i Paesi di lingua tedesca, Spagna e Portogallo, Francia e Stati Uniti.
In Austria, Svizzera, nelle Repubbliche Baltiche, ma soprattutto in Germania, possiamo osservare, a partire dal XV secolo, il fenomeno dei Korps. Esso, esclusivamente maschile, non ha aspetti ridanciani anzi è considerato una serissima forma di associazionismo studentesco. Vi sono un attaccamento assoluto alle tradizioni e alle cerimonie, un fortissimo senso di appartenenza e un assai preciso culto dell’araldica che possono apparire quasi maniacali.
Momento essenziale è la “mensur”, il duello rituale a colpi di spada in cui ogni membro del Korp ambisce ad essere sfregiato dall’avversario per dimostrare il proprio coraggio e proseguire nel suo cursum honorum.
A partire dalla qualifica di fuhcs (volpe, ovvero il neo entrato), bisogna esercitarsi almeno cinque giorni la settimana nell’arte della scherma. L’origine della mensur è antichissima e deriva dall’esigenza di difesa da parte degli studenti che viaggiavano da un ateneo all’altro nella Germania quattrocentesca. Va in ogni modo rilevato che non tutti i Korps praticano la mensur.
Ognuno dei circa mille Korps oggi attivi è dotato di un proprio stemma araldico, di una divisa di foggia militare, e di un monogramma formato dalle lettere CVF (“crescat, vivat, floreat”) più quella iniziale del suo nome.
Il legame con il proprio Korp dura per tutta la vita e dopo la laurea si assume la posizione di “Alte-Herr”, e si mantengono vari obblighi, soprattutto di natura economica.
Ciascun Korp è dotato di una sede di cui è proprietario (di solito una villa), con tanto di ufficio e personale più o meno numeroso.
Come possiamo notare non sono molti i punti di contatto con la spensierata goliardia nostrana, in special modo per quanto riguarda i Korps più rigidi, ove le donne (anche le madri degli aderenti) non possono neppure visitare la sede, e severi codici comportamentali prevedono l’obbligo di darsi del “lei” e di sostenere un certo numero di esami e con votazioni brillanti.
Aderire ad un Korp è quasi una scelta etica e viene preso molto seriamente dagli aderenti che si impongono una ferrea disciplina, tale che parte dell’opinione pubblica tedesca li accusa di reminiscenze naziste.
Per concludere ricordiamo che anche Nietzsche fece parte di un Korp: il “Franconia” di Bonn dal 1864.
Assai differenti, e più simili a quelle italiane, sono le tradizioni universitarie iberiche della “tuna”. Condizione indispensabile per entrare a farne parte è quella di essere in grado di suonare con abilità uno strumento musicale.
Caratteristica particolarmente pittoresca dei “tunos” è il loro costume di foggia seicentesca, rimasto immutato nel corso dei secoli.
Ogni gruppo di tuna (estudiantina) è dotato di un capo (jefe), che svolge anche le funzioni di maestro concertatore, e di altri nobili ciascuno con proprie funzioni simili a quelle dei ministri della goliardia.
L’attività principale del gruppo è quella di viaggiare (viaje) per tenere concerti in ogni parte del mondo, mantenendosi con i soli proventi delle loro esibizioni musicali. I tunos più maturi sono sempre orgogliosi di mostrare gli stemmi e i nastrini cuciti sul mantello in ricordo dei luoghi dove hanno cantato.
Altra tradizione molto importante è il corteggiamento delle donne mediante la classica serenata (ronda), atteggiamento che contribuisce a conferire una connotazione assai romantica al mondo della tuna.
Generalmente i gruppi sono maschili ma, da qualche anno ne sono stati creati alcuni femminili; mai invece ve ne sono di promiscui.
In Francia i goliardi si chiamano “faluchards”, appellativo che deriva da “faluche” ossia feluca, berretto cinquecentesco di velluto nero floscio, circondato alla base da un nastro del colore della facoltà frequentata, diverso quindi dall’omonimo copricapo utilizzato in Italia.
La goliardia francese nacque dopo le celebrazioni bolognesi del 1888, allorché gli studenti transalpini, rimasti affascinati dalle associazioni studentesche italiane ed europee, vollero emularle.
Gli ordini prendono il nome di “corpos”, sono guidati da un Gran Maestro (Grand Maitre), ed hanno caratteristiche e tradizioni molto simili a quelle nostrane (es. la faluche deve essere battezzata con del vino).
Sul berretto goliardico vengono solitamente cuciti nastri ed ammennicoli vari aventi ciascuno un significato particolare (es. l’effigie di una mucca per ogni esame fallito), o costituenti un ricordo di una visita ad un’altra università.
In tempi recenti la pratica del “bizutage”, ossia della “smatricolazione” degli studenti del primo anno accademico, ha, in alcuni casi, attirato l’attenzione dell’opinione pubblica a causa del verificarsi di plateali episodi di violenza, per nulla conformi al sano spirito ludico della goliardia. Vari provvedimenti legislativi, sia a livello locale che nazionale, sono stati emanati per tentare di arginare il fenomeno, ma i risultati hanno lasciato molto a desiderare.
All’interno dei campus universitari nordamericani possiamo individuare il fenomeno dalla “Greek life” (vita alla greca).
La goliardia statunitense, al contrario di quella europea, è priva di una tradizione storica cui ispirarsi; da ciò il generico riferimento all’antica Grecia che ha comportato solo l’usanza di denominare i vari gruppi con le lettere dell’alfabeto ellenico (alfa, beta, gamma, delta, ecc.). Le colorate magliette recanti la lettera del gruppo d’appartenenza, sono le uniche insegne di riconoscimento, ed oltretutto sono facoltative.
I gruppi maschili prendono il nome di “fraternities”, mentre quelli femminili di “sororities”. Essi hanno la loro sede in tipiche villette con giardino spesso all’interno del perimetro del campus.
Per entrare a far parte di un gruppo bisogna superare un periodo di apprendistato lungo un semestre in cui il “pledge” subisce ogni tipo di angheria. Successivamente lo attende la prova finale, abbastanza simile ai processi italiani ma molto più “impegnativa”.
Le fraternities e le sororities delle varie università organizzano ogni semestre la “Greek week”, ovvero un’intera settimana di festeggiamenti con ospiti provenienti dagli altri atenei americani
La piaga dell’alcolismo ha da tempo raggiunto livelli preoccupanti all’interno delle confraternite statunitensi, e l’intervento delle autorità federali anche per limitare i frequenti ferimenti di pledges, non ha portato a risultati concreti.
Uno dei problemi è che l’attività dei seguaci della Greek life, avviene spesso nel chiuso delle loro sedi, o in luoghi appartati, non facendo parte della loro tradizione l’organizzazione di spettacoli nei centri storici delle città oppure la partecipazione a cerimonie ufficiali con le autorità locali. Conseguentemente le loro problematiche tendono a rimanere sommerse e la loro stessa esistenza è poco conosciuta da chi vive avulso dal mondo universitario.
Pare significativo sottolineare che una recente indagine universitaria, ha portato a scoprire che il 71% dei membri del Congresso, l’82% delle persone più ricche d’America e tutti i Presidenti degli Stati Uniti eccetto due, sono stati membri di una confraternita ai tempi degli studi.
Giunti al termine di questa breve carrellata sulle forme associative universitarie straniere, possiamo rilevare che esse sono nella maggior parte dei casi strettamente legate alla cultura della Nazione di appartenenza.









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