VV
Elementi di sottoculture
Nel primo capitolo abbiamo tentato di definire i concetti di cultura e sottocultura riportando alcune autorevoli opinioni. Successivamente abbiamo descritto le caratteristiche principali del fenomeno della goliardia universitaria. Il lavoro che svolgeremo in questa sede, sarà quello di applicare alla fattispecie concreta (la goliardia appunto) le teorie sopra illustrate al fine di dimostrare che siamo in presenza di un gruppo sociale dotato di una propria sottocultura avente caratteristiche peculiari.
Gli ordini goliardici, per antica tradizione, devono essere formati da almeno sette membri ma in alcuni casi arrivano a contare diverse decine di elementi. In alcune situazioni possiamo trovare gruppi anche solo di quattro o cinque persone.
Il ristretto numero di membri permette un rapporto diretto tra di essi provocando un rafforzamento dello spirito di gruppo.
Normalmente vi sono tre tipologie di soggetti appartenenti ad un ordine goliardico. La prima è quella formata da chi crede davvero nella goliardia ed investe una buona quantità di energie fisiche, mentali ed economiche per il suo buon funzionamento. Solitamente è composta dal gruppo dirigente e da qualche giovane entusiasta e volenteroso.
La seconda tipologia, quella intermedia, è composta da chi si sente abbastanza coinvolto ma, praticando anche altre attività, non ha molto tempo a disposizione, oppure da chi non è convinto pienamente e presenzia solo saltuariamente alle riunioni, oppure, infine, da chi, dopo aver fatto parte della prima categoria, si è sentito deluso ed è dubbioso riguardo alla sua futura partecipazione.
La terza ed ultima tipologia è formata da chi è entrato a far parte della goliardia solo per curiosità superficiale oppure su insistenza degli amici, e non ha colto il suo reale spirito e il suo significato ulteriore.
Se la continuità d’appartenenza al gruppo delle prime due tipologie di membri è molto probabile, non si può affermare lo stesso per la terza la cui composizione, infatti, è assai mutevole.
Possiamo quindi affermare che negli ordini goliardici vi è un gruppo di membri più o meno integrati che garantiscono la stabilità e la continuità nel tempo dell’ordine stesso, ed un altro formato da elementi che non sono dotati di tutte le caratteristiche necessarie per farvi parte o che non ne hanno colto appieno la filosofia. Per loro l’appartenenza al gruppo sarà solitamente temporanea e sempre meno gratificante, a meno di un cospicuo impegno per facilitarne il coinvolgimento da parte dei più anziani.
Abbiamo visto quanto sia presente all’interno della goliardia, una chiara coscienza d’identità (particolarmente sentita nei Paesi germanici), accentuata ulteriormente da differenze esteriori rispetto ad altri gruppi (vedi i berretti o le divise).
Il forte senso d’appartenenza al gruppo può facilmente portare a misurarsi ed a scontrarsi con altre formazioni simili, anche solo per spirito di competitività, senza cioè il verificarsi di particolari contrapposizioni d’interessi.
La netta gerarchizzazione degli ordini trae origine dalla parodia del potere che è una delle connotazioni principali della goliardia. Chiaramente una certa esigenza di funzionalità rende anche necessaria una logica divisione degli incarichi.
Riteniamo non vi siano dubbi in ordine alla presenza in ambito goliardico di un vastissimo insieme di regole, usanze e caratterizzazioni estetiche formanti una tradizione. La gergalità è talmente sviluppata da formare una specie di linguaggio nel quale sono state composte numerose opere letterarie sia in prosa che in poesia.
I goliardi più esperti dedicano spesso molto tempo al processo di inculturazione dei neofiti al fine di aiutarne l’inserimento e di accellerarne la maturazione goliardica. Tale processo è fondamentale al fine della continuazione del gruppo dopo l’abbandono da parte della generazione fondatrice.
Il fatto di essere tutti universitari accomuna già di per sé gli studenti facenti parte della goliardia: avere tipologie di vita simili, con gli stessi problemi ed i medesimi obiettivi, rende più facile creare una certa identità di vedute.
E’ relativamente semplice riscontrare una particolare intensità nelle relazioni tra gli appartenenti alla goliardia, sia in positivo (simpatia, affetto, amore), che in negativo (antipatia, disistima, disprezzo). Tutto ciò amplificato dalla notevole facilità di conoscere nuove persone, soprattutto per chi partecipa spesso a manifestazioni in altre città. In tali occasioni, infatti, gli studenti in visita (esteri) sono sempre ospitati negli alloggi dei goliardi locali e ciò comporta un notevole aumento delle possibilità di socializzazione.
Spesso capita che soggetti conosciutisi in goliardia, inizino a frequentarsi anche al di fuori di essa, stabilendo comuni rapporti di amicizia o anche affettivi (numerosi sono i casi di matrimoni tra goliardi). In qualche caso è capitato che interi ordini, di solito poco numerosi, abbiano visto instaurarsi fra la quasi totalità degli appartenenti, sentimenti di amicizia che hanno provocato un’omogeneizzazione dei loro rapporti personali. In situazioni simili, il notevole senso di solidarietà dei membri, ha aumentato la coesione del gruppo rendendolo più forte e attivo.
Altre volte, invece, la forte unione morale dei membri, unita ad uno spirito goliardico non molto sviluppato, ha comportato la fine dell’ordine e la nascita di un tradizionale insieme di amici.
Abbiamo descritto i molti elementi sottoculturali presenti nella goliardia e ci sembra esatto rilevare che, date le differenze anche notevoli tra le tradizioni dei vari ordini, essi possano essere considerati come sottogruppi all’interno della più vasta sottocultura della goliardia universitaria.









Inserisci un commento all'articolo
Leggi i Commenti Manda l'articolo ad un amico

© 2010 Procreantes, Sacra Goliae Conphraternita - Powered by Studio Zuliani