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I "Vecchi" goliardi
La figura del goliarda adulto e laureato (senator), è sicuramente piuttosto complessa e merita una trattazione approfondita.
I senatores sono presenti in tutte le tradizioni goliardiche mondiali, ed in particolare dove più forte è lo spirito di corpo.
In Germania, ove ad esempio è fortissimo, la figura dell’anziano (alten herren) è addirittura istituzionalizzata. Per tutta la vita un ex universitario è orgoglioso di aver fatto parte di un Korp, ed eventualmente di aver subito qualche sfregio.
In Spagna il più noto studioso della tuna ed autore di numerosi libri su di essa, è Emilio de la Cruz Aguilar, stimato professore all’Università Complutense di Madrid, tuno molto attivo negli anni Sessanta. E’ significativo rilevare che in Spagna ed in Portogallo, i vecchi tunos che desiderano ancora vivere l’atmosfera della loro romantica goliardia, possono associarsi in appositi gruppi di anziani, i cosiddetti “Cuarrentunas”, gioco di parole tra “cuarenta” ossia quaranta, e “tuna, quindi la tuna degli ultra-quarantenni.
Essi organizzano concerti, feste, ritrovi, esattamente come fa la tuna universitaria, e tutti gli aderenti si presentano abbigliati con il loro vecchio costume di cui vanno molto fieri.
In Italia vi sono varie band musicali formate da goliardi adulti (es. la “Baistrocchi”, i “Tarocchi” o la “Vitaliano Lenguazza”).
Abbiamo riportato queste notizie al fine di dimostrare come la presenza di adulti all’interno del mondo goliardico, non sia assolutamente da considerarsi un fatto anomalo. Tenteremo ora di spiegare qual è la loro concezione di goliardia e successivamente vedremo in quali casi si possono presentare situazioni problematiche.
Paolo Benevelli, in arte “Crapulus”, ottimo musicista e notissimo vecchio goliarda torinese, collaboratore, inoltre, della rivista goliardica “Mala tempora”, ha scritto: ”Per intendo l’essere titolare di una particolare disposizione d’animo che porta ad amare la cultura, il giocoso e l’autoironia e che porti a vivere la vita senza mai appiattirsi nella banalità del quotidiano, ma vivendo come il “Fanciullino” del Pascoli, stupendosi ogni volta per tutto ciò che la vita arreca come gioia e sentendosi un privilegiato, perché la gioia deriva dalle piccole cose che la maggior parte delle persone non riesce ad assaporare”.
Il fatto di essere goliarda non è più di tanto condizionato dall’età, è piuttosto una caratteristica della propria personalità, significa mantenere viva quella parte dell’anima che è legata alla vita in contrapposizione all’altra che è legata alla morte. Il noto scrittore ed umorista Marcello Marchesi scrisse: ”E’ importante che quando la morte arriva ci trovi vivi”.
L’esempio di vecchi goliardi nell’animo come Arbore, De Crescenzo e Mirabella, possono aiutare a capire. Il fatto che illustri professionisti, avvocati, medici e ingegneri, si ritrovino in varie occasioni tutti gli anni, cantando, scherzando e brindando allegramente, non deve sicuramente sminuire la loro reputazione professionale. Così facendo evitano, infatti, di soffocare il lato gaudente della loro personalità senza temere di apparire più immaturi.
Quello che abbiamo fin qui esposto, è il modo corretto di rapportarsi al proprio spirito goliardico. Purtroppo, anche per quanto riguarda i vecchi goliardi, si possono ravvisare situazioni anomale ed in qualche caso problematiche.
Può accadere che un goliarda adulto che si trovi a frequentare ancora un ambiente formato in prevalenza da giovani, possa trovare più difficile accettare l’idea di stare invecchiando. Se da un lato si nota sempre un gran rispetto per gli “anziani”, dall’altro, data la tipica irriverenza dei goliardi, essi non perdono occasione per ironizzare e prendersi gioco di un loro fratello ormai adulto.
Gravi problemi possono sorgere nel caso di “anziani” che non sono riusciti a realizzare i loro progetti di vita oppure che sono stati vittima di una tragedia personale.
Nella prima ipotesi essi possono sfogare la loro frustrazione tornando a partecipare attivamente alla vita goliardica, poiché, essendo esperti di essa, ritengono di ottenere stima e considerazione da parte dei più giovani. Tuttavia, se non per un breve periodo, ciò non accade ed essi finiscono per apparire perlopiù patetici.
Ben più grave può essere la seconda delle ipotesi sopra prospettate. Si registrano casi di vecchi goliardi abbandonati dalle mogli oppure rimasti vedovi, che, in preda alla disperazione, si sono riaffacciati al mondo della goliardia, come ultima speranza di sentirsi nuovamente giovani. Il loro tentativo di reinserimento, date le prerogative aberranti, non può certo avere successo. In situazioni simili solo il deciso intervento di goliardi della loro generazione, inseriti in maniera “normale”, possono salvarli dall’alcolismo e dall’emarginazione.









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